APPELLO DEL COMITATO “SALVIAMO IL SUOLO”PER UNA PETIZIONE POPOLARE PER UNA PROGRAMMAZIONE REGIONALE SOSTENIBILE DEI CENTRI DATI IN LOMBARDIA
Il Comitato “Salviamo il Suolo” ha promosso una petizione popolare al Consiglio regionale della Lombardia per chiedere che la crescita dei centri dati sia governata da una programmazione regionale preventiva, con criteri chiari di sostenibilità e ammissibilità.
LA DOMANDA È SEMPLICE: prima di autorizzare nuovi grandi insediamenti digitali, la Lombardia deve sapere quanta energia, rete, suolo e acqua può mettere a disposizione, dove e a quali condizioni.
+1 GW ≈ incremento di potenza richiesto previsto nel 2025 per il 2030 da Regione Lombardia per i centri dati
+1,68 GW incremento di potenza per le 14 pratiche che nel 2026 sono già ad uno stadio realizzativo avanzato: +68% rispetto al piano
+47 GW incremento di potenza per data center in Lombardia richiesto a Terna al 31 agosto 2026. Corrispondono teoricamente al consumo di energia annuo di 203 milioni di famiglie tipo
Le richieste di connessione non sono una previsione dei consumi futuri: proprio per questo serve distinguere richieste, progetti maturi, capacità contrattualizzata e impianti realmente in esercizio
1. PREMESSA — UNA CRESCITA CHE VA GOVERNATA
La Lombardia è già oggi il principale territorio italiano di insediamento dei centri dati, ma la richiesta di nuovi insediamenti sta diventando esorbitante, al di là di ogni aspettativa e di ogni credibilità.
Regione Lombardia ha già approvato la l.r. 11/2026 e i relativi atti attuativi. È un passaggio importante: introduce priorità, adempimenti, relazione energetica, Procedimento Unico e una Cabina di regia. Ma la legge disciplina soprattutto il singolo insediamento. Il passaggio successivo, che per logica avrebbe dovuto essere preliminare, è programmare l’insieme.
Gli ordini di grandezza spiegano perché. Al consumo di energia elettrica si affiancano interrogativi rispetto al consumo di diverse risorse a cui non c’è ancora alcuna risposta. Questi giganteschi impianti sviluppano infatti quantità enormi di calore, richiedono di essere raffreddati, necessitano di consumi idrici molto rilevanti, consumano suolo, impegnano la rete elettrica a scapito di altri utilizzi non meno importanti.
Energia, reti, acqua e suolo sono risorse limitate e condivise. La programmazione deve stabilire quanto carico è sostenibile, salvaguardare i fabbisogni essenziali e strategici e distribuire in modo trasparente benefici, costi e rischi.
2. LE LACUNE — PIANIFICAZIONE E CRITERI PERENTORI DI AMMISSIBILITÀ
- I disincentivi economici hanno poca efficacia in un settore in fortissima espansione. Per garantire il perseguimento degli obiettivi ambientali, essi devono essere affiancati da criteri cristallini di ammissibilità dei progetti.
- La programmazione energetica non è aggiornata. Il PREAC è del 2022; nel 2024 la Lombardia registrava un deficit elettrico di circa 16,8 TWh, pari al 25,4% della domanda. La suddetta l.r. 11/2026 sui centri è purtroppo uscita senza un preventivo aggiornamento del PREAC e del quadro energetico regionale.
- Saturazione virtuale della rete. Il divario tra circa 47 GW di nuove richieste, +1,68 GW già in fase avanzata e +1 GW di crescita pianificata nello scenario regionale rende evidente che il problema non può essere affrontato semplicemente accogliendo le richieste nell’ordine in cui arrivano. Occorre distinguere i progetti effettivamente realizzabili da quelli ancora preliminari e programmare di conseguenza l’uso della capacità di rete.
- Effetti cumulativi non sufficientemente valutati. Progetti singolarmente compatibili possono, sommati nello stesso territorio, superare la disponibilità di energia, rete, acqua o suolo e aumentare calore, rumore e altre pressioni.
- Suolo e aree dismesse. La legge regionale indica priorità per aree dismesse e di rigenerazione, ma per i centri dati non prevede oggi un limite quantitativo complessivo di ammissibilità al consumo di SAU.
- Acqua, calore e salute. Passare dal monitoraggio a verifiche preventive sulla disponibilità effettiva e cumulativa della risorsa idrica e sugli impatti territoriali. Valutare il calore realmente disperso nell’ambiente, il suo contributo alle isole di calore e gli effetti microclimatici locali, soprattutto in presenza di più impianti concentrati nello stesso territorio. Considerare inoltre il rumore continuo e le eventuali emissioni degli impianti ausiliari e di emergenza.
- Dismissione e ripristino. Prevedere fin dall’autorizzazione obblighi di dismissione delle infrastrutture, gestione delle componenti tecnologiche e ripristino dell’area a fine vita, accompagnati da garanzie finanziarie proporzionate alla dimensione dell’impianto e mantenute per tutta la durata dell’attività.
- Partecipazione troppo tardiva. Cittadini e territori devono poter conoscere progetti, alternative e impatti quando localizzazione e dimensione sono ancora realmente discutibili, non solo nella fase delle compensazioni.
3. COSA CHIEDE LA PETIZIONE — PROGRAMMARE PRIMA, AUTORIZZARE DOPO
Il Coordinamento “Salviamoilsuolo.it” chiede al Consiglio Regionale di rafforzare il governo pubblico della crescita dei centri dati, affinché le decisioni siano fondate sulla disponibilità delle risorse, sulla sostenibilità dei territori e sull’interesse generale.
- Programmare prima, autorizzare dopo. Aggiornare PREAC e bilancio energetico e rendere permanente una programmazione regionale integrata, con una Carta della sostenibilità e dell’idoneità che coordini energia, reti, acqua, suolo, ambiente, clima e salute.
- Definire limiti e criteri territoriali. Introdurre indicatori cumulativi, soglie e requisiti di ammissibilità, rendendo effettiva la priorità alle aree dismesse e limitando il consumo di suolo agricolo. Le incompatibilità non devono poter essere superate con sole compensazioni economiche.
- Governare la capacità della rete. Collegare il mantenimento della potenza richiesta alla maturità effettiva dei progetti, liberando la capacità impegnata da iniziative che non procedono e salvaguardandola per sistema produttivo, servizi pubblici, elettrificazione e infrastrutture strategiche.
- Acqua, calore e salute. Verificare preventivamente la disponibilità idrica e gli effetti cumulativi; valutare calore disperso, isole di calore e microclima locale, insieme a rumore continuo ed eventuali emissioni degli impianti ausiliari e di emergenza.
- Responsabilità fino a fine vita. Verificare solidità e capacità finanziaria dei proponenti e prevedere fin dall’autorizzazione garanzie adeguate per dismissione, gestione delle componenti tecnologiche e ripristino delle aree.
- Tutelare i Comuni che subiscono gli impatti. Mitigazioni e compensazioni delle esternalità effettivamente subite devono spettare ai territori interessati anche quando il Comune dissente dal progetto o non sottoscrive l’accordo: il dissenso non può comportare la perdita della tutela dagli impatti.
- Partecipazione e benefici per la Lombardia. Garantire informazione e partecipazione di cittadini e associazioni ambientali quando localizzazione e alternative sono ancora modificabili e collegare lo sviluppo dei centri dati a ricadute verificabili per imprese, ricerca, formazione, pubbliche amministrazioni e servizi pubblici.
BESS: UNA QUESTIONE DISTINTA. La petizione riconosce che i sistemi di accumulo sono utili alla flessibilità e alla transizione energetica. Chiede che il loro sviluppo sia ordinato e coerente con rete, FER, suolo, sicurezza, dismissione e fine vita.
NON UNA SOMMA DI PROGETTI. UNA SCELTA REGIONALE CONSAPEVOLE.
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